PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA

   DAL POF 2011-2012 ( FINALITA' E PROGETTI)

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Area dell’Intercultura

a cura della docente Rossella Gulminelli

 

L’INCONTRO CON LE DIVERSITA’ NON VA SUBITO, O TOLLERATO, O RESPINTO: DEVE ESSERE ACCETTATO COME STRUMENTO DI SOPRAVVIVENZA IN UN MONDO CHE NON VOGLIA RIDURSI A UNA FORTEZZA ASSEDIATA DAGLI AFFAMATI, DAGLI ANALFABETI, DAI SOTTOISTRUITI: (…) IL NOSTRO SISTEMA CULTURALE, ECONOMICO E SOCIALE PUO’ SOPRAVVIVERE SOLO SE SAREMO IN GRADO DI RENDERE PRODUTTIVI GLI INNUMEREVOLI INCONTRI, LE CONTINUE DIFFERENZIAZIONI CHE LO CARATTERIZZANO. SI DEVE TENTARE DI CREARE UN AMBIENTE IN CUI IL RAPPORTO SOCIALE NON SI RIDUCA AD UNA PURA E SEMPLICE FUNZIONE DI FORZA LAVORO, (…) NE’ SIA TESO SOLO A FORMARE NUOVI ACQUIRENTI DELLE NOSTRE MERCI, MA ABBIA LA CAPACITA’ DI COINVOLGERE A LIVELLO SOCIALE, CULTURALE E POLITICO TUTTI I PROTAGONISTI DELLA VITA SOCIALE”.

                                                                                                          M.CALLARI GALLI

La scuola è il luogo privilegiato dove attuare l’educazione interculturale. In Italia, all’interno delle istituzioni scolastiche, l’educazione interculturale è l’argomento più trattato da una decina di anni, nonostante ciò, in molte realtà esso è confinato a mero tentativo di risoluzione dei problemi legati agli stranieri e non si è ancora attuato un vero processo d’innovazione pedagogica. Tale innovazione richiede innanzi tutto che sia profondamente compreso quanto non esista cultura, sviluppo, pensiero ed apprendimento, al di fuori dall’incontro con l’altro e con le differenze ed il confronto che esso ci porta. E’ solo osando uscire dalle nostre abituali prospettive che noi potremo dire di pensare ed imparare realmente . Ciò non comporta , come a torto si pensa, un rinnegare le proprie radici e tradizioni, ma un capirle ed apprezzarle più consapevole, non passivo, che sa riconoscere valore in quelle altre e mantenere un atteggiamento di ascolto e di apertura  che non ha fretta di trarre conclusioni e non è incalzato da “ansie classificatorie”. La presenza nelle nostre scuole di bambine e bambini provenienti da altri paesi offre realmente un’opportunità di rivalutare la qualità della didattica in una prospettiva volta alla crescita, al potenziamento ed allo  sviluppo degli apprendimenti  di tutti i bambini.

La scuola si attiva in questo senso  compatibilmente alla diminuzione di risorse economiche e professionali registrate in questi anni. Lavorare in maniera laboratoriale sull’apprendimento della lingua seconda ( L2), non andrà a beneficio esclusivo dei bambini e delle bambine non italofoni , ma sarà un prezioso momento di riflessione ed approfondimento linguistico per tutti i componenti della classe. Entrare delicatamente all’interno di possibili quesiti e conflitti emotivi, aiuterà ad apprezzare le emozioni quali strumenti conoscitivi   che ci orientano e che “non ci informano su cosa vediamo ma su come guardiamo”. Ed a proposito di emozioni, non è superfluo ricordare che l’apprendimento, lungi dall’essere un processo meccanico , è un complesso percorso, possibile e migliore, là dove il clima di classe è positivo ed i rapporti tra compagni collaborativi. Il filo  conduttore sarà quello di curare la  formazione di  persone che avranno nei confronti dell’esperienza un approccio da “esploratori”curiosi e sensibili. E’ necessario rivalutare la ragione nella sua dimensione di ricerca  antidogmatica . E’ necessario soprattutto educare a questo i nostri bambini e i nostri ragazzi affinché possano non  essere sfruttati e considerati solo quali potenziali clienti e  consumatori.

 Esistono cinque tipi di bambini sul nostro pianeta: 

q  Il bambino cliente,   

q  Il bambino produttore  ( spesso schiavo ), 

q  Il bambino soldato, 

q  Il  bambino prostituto, 

q  Il bambino morente sui cartelloni pubblicitari

 Sono tutti bambini strumentalizzati dalla società.”

                                                                                              Daniel Pennac

In alcuni momenti, dietro presentazione di un intenzionale progetto , l’insegnante potrà essere affiancato dalla figura del mediatore culturale il quale fornirà informazioni, consigli, supporti relativamente a: normativa, accoglienza, progettazione e didattica, lingua e lingue, culture altre e mediazione. Questa figura professionale ha diverse funzioni: deve operare in situazioni di difficoltà o di emergenza, per fare da interprete nei confronti di bambini o ragazzi appena giunti da un paese straniero, o da interprete tra la famiglia e la scuola. Egli o ella saranno inoltre partecipi al progetto con momenti all’interno del gruppo classe e ad esso dedicati. Le funzioni strumentali per l’intercultura manterranno i contatti con la “Casa delle culture” in merito a tutto ciò che riguarda quest’attività di mediazione , ma anche rispetto ad attività di formazione specifica per tutti  i docenti.

E’ inoltre attivo nel nostro istituto un Protocollo di accoglienza : utile strumento che vuole orientare insegnanti e famiglie  in merito all’inserimento degli alunni migranti, suggerendo “buone prassi” sia in campo pedagogico didattico che amministrativo.

Obiettivi

Gli obiettivi che si intendono raggiungere con bambini e  ragazzi sono i seguenti:

Ø  Costruire una “cultura di Pace”, attraverso l’interiorizzazione dei valori portanti di uno stato democratico e la riflessione sulle principali norme della nostra Legge costituzionale.

Ø  Costruire una “cultura del diritto/dovere” che offra agli alunni gli strumenti per conoscere e usare, successivamente, le leggi.

Ø  Conoscere e affrontare le regole nei vari contesti in cui si inseriscono i ragazzi: gruppo classe; comunità scolastica; famiglia; extra-scuola.

Ø  Saper individuare e contrastare i principali fattori di discriminazione sociale, attivando processi formativi che valorizzando le differenze e le complessità, portino a conoscere e ad apprezzare se stessi e “l’altro” (conoscere ed interpretare il pregiudizio).

Ø  Educare al conflitto e alla sua gestione

Ø  Riconoscere e gestire le emozioni.

Ø  Riflettere sul concetto di “pari opportunità” nel suo più ampio significato.

Ø  Educare alla differenza e al rispetto delle differenze.

Ø  Orientare alla costruzione di identità “fluide e aperte”al cambiamento ed alla trasformazione, all’alterità.

Ø  Far crescere un sentimento di solidarietà “nuova”

Ø  Agire la cooperazione come principio e pratica indispensabili al bene comune.

Ø  Affrontare “viaggi di conoscenza nello spazio geografico” per trarre insegnamenti da altre culture: conoscere gruppi di diversa nazionalità, lingua e cultura.

Ø  Educare al decentramento e alla contestualizzazione dei “punti di vista”.

Ø  Formare professionalità docenti capaci di accogliere e soddisfare i bisogni socio-culturali degli studenti migranti, attraverso progetti atti a migliorare l’inserimento e l’integrazione delle alunne e degli alunni nonché delle loro famiglie.

 

                                                              Attività

Laboratori interculturali con la collaborazione della “Casa delle culture” e dell’Associazione “Villaggio globale”.

Laboratori plurilingue, plurilivello e plurietà di italiano come lingua seconda per alunni migranti (“la lingua per comunicare”, “la lingua dello studio”).

Condivisione di Progetti di mediazione culturale proposta dalla “Casa delle culture”.

 

Metodologia

Lezioni frontali per classe e/o gruppi di classi.

Momenti di lavoro a classi aperte, miste e/o per ciclo; per gruppi di interesse.

Esperienze di tutoring, coppie d’aiuto reciproco, cooperative learning.

Mezzi e strumenti

Schede progetto elaborate dalle singole realtà scolastiche.

Divulgazione, interna all’Istituto, di materiali a supporto dell’attività dei docenti: per la comunicazione delle esperienze e degli interventi in atto; per l’approfondimento di tematiche legate ai Progetti.

Attivazione della Commissione per l’accoglienza e l’inserimento degli alunni migranti, secondo le procedure del Protocollo (redatto e condiviso da scuola, enti locali e “Casa delle culture”) e le “buone prassi” contenute nel “vademecum” (presente in ogni classe dell’Istituto).Uso delle postazioni e dei mezzi multimediali.

Schede di verifica e di monitoraggio del gradimento e degli obiettivi raggiunti.

Progetti e laboratori

PROGETTARE E VIVERE IL/NEL VILLAGGIO GLOBALE

IL MONDO NELLA MIA CLASSE

ITALIANO LINGUA SECONDA

L’ATLANTE DELLE CITTA’

EDUCAZIONE ALLA SOLIDARIETA’: PAROLE E MUSICA

 

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INDIRIZZI UTILI  

La Casa delle Culture è un centro d'informazione e documentazione interculturale del Comune di Ravenna (U.O. Politiche per l'Immigrazione); realizza percorsi didattici formativi interculturali rivolti alle scuole ed agli insegnanti. Il centro inoltre collabora con le associazioni di immigrati per la realizzazione di iniziative finalizzate a favorire l'incontro tra culture nella nostra città.

Casa delle culture è il partner di riferimento principale di questo istituto sull'area della multiculturalità.

http://www.racine.ra.it/casadelleculture/

 

Città meticcia: associazione di volontariato  costituita il 2 dicembre del 1998 con lo scopo di costituire un laboratorio di ricerca e progettazione sulle aree relative all'immigrazione e promuovere azioni di stimolo culturale.

http://www.perglialtri.it/meticcia/home.php?Lang=it

 

Il Centro COME è un servizio della cooperativa sociale "Farsi Prossimo", promossa dalla Caritas Ambrosiana, che opera dal 1994 per promuovere:
- l'integrazione sociale, culturale e il benessere individuale dei bambini e dei ragazzi stranieri immigrati in Italia;
- l'inserimento educativo e scolastico degli alunni che vengono da lontano;
- lo scambi e la valorizzazione delle biografie personali, dei riferimenti culturali e delle lingue d'origine;
- la tutela delle situazioni di vulnerabilità attraverso l'attenzione alla storia di ciascuno, alla cura e alla relazione

http://www.centrocome.it/

 

Riviste interculturali

Trickster. Rivista del Master in Studi Interculturali

Culturaculture.it

 

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